L’INCROCIO “AMERICANO” TRA STURZO E DE GASPERI

Ciò che accadde tra il 1946 e 1947

La storia ed anche la politica sono fatte di date che si incrociano e congiunture che vale la pena approfondire, senza lasciare spazio alcuno al caso.

Al riguardo abbiamo in mente i rapporti di Don Luigi Sturzo e De Gasperi con gli USA.

Soprattutto con riferimento all’incrocio, quasi una sovrapposizione tra il 1946 e 1947.

Una spigolatura che ci permette di capire ancora meglio il grande lavoro, anche sotterraneo, per la “ricostruzione”.

L’operoso “esilio” stelle e strisce del sacerdote di Caltagirone

“Rapito come in un’estasi e sono sceso in cabina a piangere, come un bambino che deve rivedere la madre dopo una lunga lontananza”. Ho scritto quella frase che cita poche ore prima dell’arrivo nel porto di Napoli dagli Stati Uniti, a bordo del piroscafo “Vulcania” che mi riportò in Italia la mattina del 6 settembre del 1946”.

Chi scrive è Don Luigi Sturzo di ritorno dalla sua esperienza nord americana, che non fu un esilio tranquillo in attesa di tempi migliori. Qui tesse faticosamente una serie di rapporti utili per avvantaggiare il suo Paese ( di cui è  soggetto promotore, ma, allo stesso tempo,“controllato” ): amministrazione americana, chiesa americana, Delegazione apostolica Vaticana ( Mons. Cicognani ), Associazioni antifasciste italiane negli USA.

Importanti i contatti con i Freedom Groups, promossi da Mario Einaudi, primogenito di Luigi, che lavorò a lungo a livello transatlantico per riallacciare i rapporti culturali e “democratici” tra Stati Uniti ed Italia.

Un Padre Domenicano tra le due sponde dell’Atlantico

Di rilievo anche i rapporti intercorsi tra Sturzo ed il Domenicano belga, Padre Morlion, tutti incentrati sul progetto finalizzato acorroborare la caratura culturale dei principi democratico cristiani con particolare riferimento all’Italia, inizialmente con una sorta di Agenzia di comunicazione che facesse da ponte tra le due sponde dell’Atlantico ( soprattutto quella del Vaticano ).

Secondo alcuni storici questo ponte costruito da Morlion fu favorito dalla OSS ( Ufficio Servizi Stategici) i cui dirigenti erano conosciuti dallo stesso Sturzo.

Morlion approda in Italia nel 1944 al seguito delle armate alleate, portando con sé la fama di esperto di guerra psicologica e di propaganda di massa. Dopo aver incontrato Alcide De Gasperi e i vertici della Dc e aver preso contatto con l’Azione Cattolica, nel 1945 il padre domenicano fonda l’Università Internazionale di Studi Sociali Pro Deo [oggi LUISS].

Questa “agenzia formativa”, la Pro Deo, conobbe due fasi: la prima (1944/48) si occupò soprattutto del Comunismo sovietico e italiano e si avvicinò in certo modo ai “Comitati Civici” del prof. Luigi Gedda 

Nella seconda fase (1948/53), dopo la sconfitta del PCI alle elezioni del 18 aprile 1948, s’impegnò maggiormente a curare la formazione dei futuri dirigenti nelle scienze commerciali ed economiche.

Il viaggio preparatissimo di De Gasperi  negli Stati Uniti ed il gioco di squadra

Prima di aprire la scena politica sul Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, non dimentichiamoci che una delle attività prioritarie per Don Luigi Sturzo prima del ritorno  fu quella, raccomandatagli anche dal leader trentino, di convincere gli USA a distinguere fra fascismo e popolo italiano e impegnarsi per un trattato “senza umiliazioni e vessazioni”.

Arriviamo così al Gennaio del 1947 in cui De Gasperi è disperatamente in cerca di pane, carbone e soldi. È un durissimo inverno di freddo e disperazione. Ma deve innanzitutto ricostruirel’onore del suo Paese. Riceve un invito privato a partecipare a una conferenza a Cleveland organizzata dal settimanale Time; glielo manda l’editore Henry Luce, il marito di colei che sarebbe poi stata l’ambasciatrice statunitense a Roma dal 1953 al 1956, Clare Booth.

Il viaggio si rivelò un grande successo. L’assegno degli Stati Uniti, seppure molto inferiore alle richieste, aveva una cifra tonda  che risollevò il morale del Paese: 100 milioni. In più De Gasperi poté intuire i primi indizi dell’incipiente Guerra fredda e della dottrina Truman: pochi mesi dopo, nel maggio, estromise le sinistre dal governo tripartito e avviò una nuova stagione politica, quella del centrismo, che avrebbe portato l’Italia nell’Alleanza atlantica e realizzato grandi riforme sociali.

Pochi giorni dopo il segretario di Stato americano George Marshall avrebbe annunciato un piano di aiuti per la stabilizzazione delle economie europee. Il 17 maggio una missione finanziaria italiana sarebbe partita per Washington dove avrebbe negoziato un mutuo della Export Import Bank. Cominciò allora la ricostruzione.